Gianandrea Pauletta

Vivaldi – Bach: Concerti Per Organo

La pratica della trascrizione per organo di opere polistrumentali o di motteti vocali ha origini ben antecedenti alla produzione bachiana; si può affermare che il principio della trascrizione è la radice, sin dagli albori del primo rinascimento, della scrittura per tastiera.

Nella produzione del maestro di Lipsia il corpus delle trascrizioni per organo o per clavicembalo è notevole.

Il compositore largamente più apprezzato nelle trascrizioni di Bach, fu senza dubbio il veneziano Antonio Vivaldi.

Vivaldi, ancora poco noto nei paesi nordici, diede alla stampa nel 1712 ad Amsterdam, l’opera 3 “Estro Armonico” (12 concerti per solisti ed archi) dalla quale Bach trasse spunto per le sue trascrizioni già dal 1713.

Infatti i concerti in la minore BWV 593, re minore BWV 596, Re maggiore BWV 972, Do maggiore BWV 976 provengono dalla citata op. 3; mentre in concerti in Do maggiore BWV 594 ed il Sol maggiore BWV 973 dall’opera 7 (quindi sono stati trascritti dopo, verso il 1716-1717).

La presente registrazione è stata effettuata sull’Organo “F.Zanin” della chiesa di S.Bona in Treviso. Organo di impostazione ed intonazione nordica, ha il diametro e la configurazione dei registri tratti dall’estetica costruttiva di G.Silbermann, organaro prediletto da Bach.

 

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