Gianandrea Pauletta

Johann Sebastian Bach: Variazioni Goldberg BWV 988 & Verschiedene Canones BWV 1087

Le Variazioni Goldberg furono date alla stampa a Norinberga, presso B.Schmidt, nel 1742. Fu Bach stesso a curarne l’edizione, e, cosa rara all’epoca, senza dedica alcuna sul frontespizio. Quindi il fatto che oggi siano denominate Goldberg (clavicembalista al servizio dell’ambasciatore delle russie Keyserlingk) quale destinatario di tale opera trova fondatezza solo nella leggenda. Questa narra che l’ambasciatore, sofferente di insonnia, chiese al maestro di Lispia, nuova musica per il suo cembalista al fine di alleviare la lunghezza delle sue notti insonni. Sempre secondo tale favola, sostenuta anche da storici del XIX secolo, Bach assecondò la richiesta componendo la serie di variazioni. Peccato che tutto ciò non regga all’evidenza; il clavicembalista Goldberg all’epoca aveva solo quindici anni (nacque a Danzica nel 1727). Inoltre è comprovato che Bach regalò a Keyserlingk una copia delle stampe, senza dedica alcuna, ma intitolata come quarta parte della Klavier-Ubung. Opera quindi, per Bach, già progettata come compimento (dopo tre parti composte antecedentemente) di un percorso formativo e didattico mirato a creare il virtuoso della tastiera. Le variazioni sono state concepite come un’architettura di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all’Arte della Fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti da tasto, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche.

Recentemente, nel 1974, è stata trovata, in una biblioteca di privata di Strasburgo, la copia personale di Bach delle variazioni nella stampa originale. Questa, oltre a rivelarci piccole correzioni e ripensamenti del maestro, contiene una nuova pagina, scritta sul retro della copertina, intitolata Verschiedene Canones contenente 14 canoni ideati sopra le prime otto note del basso delle variazioni stesse. La rilettura operata dal maestro sulle variazioni è straordinaria nella forma.Infatti, utilizzando le stesse note fondamentali, dalla struttura chiusa, bipartitica, della variazione passa alla struttura unica ed infinita del canone. Bach doveva tenere in particolare considerazione questi canoni se nel ritratto fatto di lui dal pittore E.G.Haussmann pretese la riproduzione fedele dell’ultimo canone dipinto sul foglio che tiene nella mano, quasi fosse il suo biglietto da visita o la sua firma.

 

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