Gianandrea Pauletta

Johann Sebastian Bach: L’Opera Per Clavicembalo Con Pedaliera (Seconda Parte)

-Sei triosonate BWV 525/530

-Passacaglia in Do minore BWV 582

-Preludio e fuga in Re minore BWV 539

-Fantasia (Concerto) in Sol maggiore BWV 571

-Partite diverse sopra “Christ, der du bist der helle Tag » BWV 766.

Diffuso soprattutto nel XVIII secolo, il clavicembalo con pedaliera era già in uso sin dal XV secolo. Infatti con questo strumento si può identificare il clavicordum cum calcatorio citato da Paulus Paulirinus nel suo trattato (ca. 1460). In realta si tratta di un doppio strumento: un clavicembalo convenzionale ( a uno o due manuali) ed un clavicembalo azionato da pedali (analoghi a quelli dell’organo) posto sotto il primo, adagiato direttamente sul pavimento. J.S.Bach teneva in alta considerazione questo strumento. Nel diario di sua moglie, Anna Magdalena, vi si legge che il maestro di Lipsia ne acquistò tre, uno per ogni figlio. E’ evidente il fine didattico di tale scelta. Bach destinò a questo strumento pagine di grande spessore oggi abitualmente entrate nel repertorio organistico. Il clavicembalo con pedaliera ricopri pure il ruolo sostitutivo dell’organo nella preghiera domestica protestante: la scrittura prettamente clavicembalistica di varie partite (variazioni) su corale, da Pachelbel, Buxtehude sino a Bach, dimostrano questa tesi.

Per la presente registrazione s’è usato un clavicembalo “G.Plozner” (1993) da anonimo berlinese (metà XVIII secolo) e un pedal-cembalo “L.Wittmayer” (1985).

 

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